Il governo dei talebani ha disatteso tutte le aspettative delle giovani donne che speravano di poter riprendere dal 21 marzo gli studi nelle scuole di istruzione secondaria, interrotti per oltre sette mesi dalla presa di potere dello scorso agosto. Come riporta the Guardian, il 23 marzo il Ministero dell’istruzione talebano ha infatti annunciato la chiusura delle scuole oltre il sesto grado per un tempo indefinito, o fino a quando saranno adottati regolamenti scolastici in linea con “i principi della legge islamica e della cultura afghana”, incluse ulteriori restrizioni sull’abbigliamento delle ragazze.
Categoria: Istruzione di qualità
Obiettivo 4: Istruzione di qualità
Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.
1- Paolo Frignani, occorre sviluppare competenze elevate, tra cui quella digitale
2- Tamara Zappaterra, didattica inclusiva nei confronti della disabilità
3- Anita Gramigna, la libertà dei popoli indigeni passa attraverso l’educazione
4- Istat, quanto siamo lontani dal traguardo dell’istruzione di qualità. L’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 dell’Onu misurato secondo dieci parametri
Ricomincia la scuola in Afghanistan ma non per le ragazze
Agli inizi di febbraio alcune università hanno riaperto in Afghanistan, per la prima volta da quando i talebani hanno preso il potere lo scorso agosto. Come riporta Reuters, nella Nangarhar University della città di Jalalabad, situata nella parte orientale del Paese, anche le donne sono tornate a frequentare le lezioni universitarie, senza condividere spazi con gli studenti uomini e accedendo da entrate secondarie.
Poche risorse alla ricerca, eppure i ricercatori italiani sono bravi
Il Pnrr è un’opportunità, secondo l'Annuario di Observa
Qualche luce, molte ombre ma soprattutto tanti spunti per immaginare possibili strategie per il futuro. È quanto emerge dai dati contenuti nell’Annuario Scienza Tecnologia e Società 2022, che sarà presentato in anteprima mercoledì 23 febbraio all’Università di Torino e il 19 marzo al Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara.
Vent’anni online e mille studenti. Il Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza di Unife
La didattica online continua a suscitare forti opposizioni. Si tratta di posizioni largamente dipendenti dall’esperienza emergenziale della pandemia (la famigerata Dad – Didattica a distanza). Esperienze più consolidate offrono un quadro assai diverso. Il Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza di Unife – a cui è ancora possibile iscriversi – è un caso di didattica blended “nativo”che in vent’anni ha accumulato una rara esperienza.
La didattica online piace agli studenti. Se di qualità e integrata con la presenza
I risultati di una ricerca Unife smentiscono alcune voci di stampa
All’Università di Ferrara il modello di didattica online che si è affermato durante la pandemia – ma già oggetto di precedenti originali sperimentazioni didattiche – è quello cosiddetto blended: l’integrazione fra lezioni in aula e diverse modalità di insegnamento in Rete. È un modello che piace alla grande maggioranza degli studenti, come segnalano i risultati di un’indagine empirica condotta all’inizio dell’anno accademico in corso da Marco Pedroni – docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Unife – su un campione di studenti frequentanti il Dipartimento studi umanistici.
Attualità dell’insegnamento pedagogico di Paulo Freire a cent’anni dalla nascita
Formazione professionale, educazione degli adulti e alfabetizzazione dei migranti le declinazioni più urgenti
Paulo Freire (1921–1997), brasiliano, ha inventato e messo in pratica una scuola fondata sul dialogo e la qualità dell’esperienza di apprendimento, che è ancora attuale decenni dopo la sua formulazione.
Abbandono scolastico: Italia fanalino di coda europeo per forti divari territoriali e povertà materiale ed educativa. Così, allungare l’obbligo non serve (2)
Le opportunità offerte dal Pnrr: qualità dell’insegnamento, formazione professionale e un piano per l’integrazione culturale (soprattutto per gli stranieri)
Gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la scuola si articolano in due componenti: il potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione dal nido all’università da un lato, il finanziamento della ricerca e una più efficace collaborazione con il mondo imprenditoriale dall’altro.
Abbandono scolastico: Italia fanalino di coda europeo per forti divari territoriali, povertà materiale ed educativa. Così, allungare l’obbligo non serve (1)
Bisogna intervenire nei contesti specifici, a partire dai servizi educativi per la prima infanzia
Dal 1 agosto la Finlandia ha introdotto l’obbligo scolastico fino a diciotto anni. Su Eurydice, portale della Commissione europea dedicato ai sistemi educativi, si legge che tale riforma “alzerà il livello di educazione e competenze, colmerà i divari di apprendimento, migliorerà l’uguaglianza e la non discriminazione e migliorerà il benessere dei bambini e dei giovani”.
Un nuovo modello di accoglienza per studenti rifugiati
Quando si pensa alla difficile condizione di rifugiati, raramente si considera che tra i diritti umani negati alle persone che lasciano il proprio Paese per timore di essere perseguitati a causa di ragioni politiche, economiche, sociali o religiose, ci sia anche quello dell’accesso all’istruzione.
Esitazione vaccinale e lotta al cancro: partono gli incontri di divulgazione degli Scienziati Irriducibili
Pochissimi i biglietti ancora disponibili per l’incontro ad accesso gratuito che giovedì 27 maggio alle 18.30 apre la settima edizione del progetto How I met science!, organizzato dagli Scienziati Irriducibili.