I dati a lungo termine mostrano che la migrazione internazionale non è uniforme in tutto il Mondo, ma è plasmata da fattori economici, geografici, demografici, climatici, bellici e di altro tipo che determinano modelli migratori distinti che seguono specifici “corridoi”.
Milva Naguib
MIGRAZIONI Per il secondo anno ingressi in calo nel nostro Paese. Il blocco di Covid-19
Nel Mondo, sei migranti su dieci si spostano alla ricerca di lavoro
Il XXVII Rapporto della Fondazione Ismu sulle migrazioni 2021 stima che al 1° gennaio 2021 gli stranieri presenti in Italia siano stati 5.756.000, 167.000 unità in meno rispetto alla stessa data del 2020 (-2,8%).
MIGRAZIONI Guerra ucraina, povertà e crisi climatica ne cambiano la geografia
Nel nostro Paese arrivano profughi ucraini e molti italiani emigrano
Con oltre 91mila di profughi ucraini entrati in Italia dall’inizio della guerra, la geografia dei flussi migratori nel nostro Paese cambia radicalmente volto. Secondo il monitoraggio del Viminale effettuato ad aprile, 48.817 sono donne, 10.229 uomini e 33.796 minori.
One Health, un approccio multidisciplinare per la salvaguardia della salute globale (2)
Seconda parte del podcast “One Health, un approccio multidisciplinare per la salvaguardia della salute globale”.
One Health, un approccio multidisciplinare per la salvaguardia della salute globale (1)
A due anni dall’inizio della pandemia da Sars-Cov2 esploriamo in questo podcast il concetto One Health nell’ambito dell’obiettivo Onu numero 3 “Salute e benessere”.
One Health è un modello sanitario secondo il quale la salute umana, la salute animale e la salute dell’ambiente non sono indipendenti ma, al contrario, rappresentano le diverse componenti, tra loro strettamente interconnesse, di un’unica realtà. La salute degli individui e quella dell’ambiente che li ospita sono infatti intrecciate in un sistema circolare.
Afghanistan: le ragazze non torneranno più a scuola
Il governo dei talebani ha disatteso tutte le aspettative delle giovani donne che speravano di poter riprendere dal 21 marzo gli studi nelle scuole di istruzione secondaria, interrotti per oltre sette mesi dalla presa di potere dello scorso agosto. Come riporta the Guardian, il 23 marzo il Ministero dell’istruzione talebano ha infatti annunciato la chiusura delle scuole oltre il sesto grado per un tempo indefinito, o fino a quando saranno adottati regolamenti scolastici in linea con “i principi della legge islamica e della cultura afghana”, incluse ulteriori restrizioni sull’abbigliamento delle ragazze.
SPECIALE 8 MARZO La 194 è ancora una buona legge, ma spesso il diritto all’aborto è negato
Troppi obiettori. I dati e le iniziative delle associazioni
La legge 194 del 1978 consente alla donna di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza (ivg) in una struttura pubblica, regolamentando i casi previsti e le procedure da seguire. Prima della sua pubblicazione, l’esecutore dell’aborto e la donna erano perseguibili penalmente con una pena da due a cinque anni di reclusione.
SPECIALE 8 MARZO La debolezza dei consultori compromette la salute delle donne
Riorganizzare la sanità territoriale e inserire la telemedicina
A quarant’anni dall’approvazione della legge 194, molte voci si sollevano per richiedere l’applicazione effettiva e un adeguamento delle norme che legalizzano nel nostro Paese l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg), oltre che il necessario rinforzo della sanità territoriale indirizzata alle donne e alle coppie.
SPECIALE 8 MARZO Educazione sessuale: costruire fiducia tra giovani e istituzioni
La scuola è uno spazio strategico
“L’educazione sessuale e l’informazione sui metodi contraccettivi al momento sono delegate alle famiglie, ma devono essere inserite in programmi gestiti dalla sanità in sinergia con le istituzioni scolastiche – afferma ad Agenda17 la senatrice Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione igiene e sanità –. La scuola deve essere la dimensione della crescita e del confronto, e gli stessi insegnanti devono essere formati su queste tematiche. I programmi devono essere aggiornati e coordinati.
Ricomincia la scuola in Afghanistan ma non per le ragazze
Agli inizi di febbraio alcune università hanno riaperto in Afghanistan, per la prima volta da quando i talebani hanno preso il potere lo scorso agosto. Come riporta Reuters, nella Nangarhar University della città di Jalalabad, situata nella parte orientale del Paese, anche le donne sono tornate a frequentare le lezioni universitarie, senza condividere spazi con gli studenti uomini e accedendo da entrate secondarie.
Sull’orlo della fame oltre 45 milioni di persone (2)
Un inverno da fame per l’Afghanistan
Il 24 dicembre il World Food Programme (WFP), il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che 22,8 milioni di afgani, vale a dire più della metà della popolazione del Paese, sono alla fame. Con l’arrivo dell’inverno e temperature che potrebbero raggiungere -25 ºC, si stanno raggiungendo i livelli estremi di fame.
Sull’orlo della fame oltre 45 milioni di persone (1)
L’Obiettivo 2 dell’Onu, cibo per tutti entro il 2030, è molto lontano
Il World Food Programme (WFP), principale organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni unite premiata con il Nobel per la pace 2020, lancia un appello urgente. Sono 45 milioni le persone nel Mondo a rischio carestie e morte a causa di conflitti, cambiamenti climatici, pandemia Covid-19 e instabilità economica. Questo numero è aumentato dai 27 milioni del 2019, e i Paesi maggiormente colpiti sono l’Afghanistan, l’Etiopia, il Sud Sudan, la Siria e lo Yemen.